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STORIA E TURISMO
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EMILIA-ROMAGNA
Superficie: 22.125 km2
Abitanti: 4.009.000
Densità: 181 ab/km2
Capoluogo regionale: Bologna 380.000 abitanti
Capoluoghi di Provincia: Ferrara 131.700 abitanti., Forlì
107.800 abitanti.,
Modena 177, Parma 170.000 abitanti, Piacenza 98.400
abitanti, Ravenna 139.800 abitanti, Reggio nell' Emilia
146.100 abitanti., Rimini 131.700 abitanti.
Aziende Agricole: 107.787.
Superficie Totale: 1.465.277,56
S.A.U. (Superficie Agricola Utilizzata): 1.114.287,92
S.A.U. media per azienda: 10,53
Capi di bestiame:
Bovini: 621.399
Bufalini: 1.179
Suini: 1.552.437
Ovini: 78.673
Caprini: 10.483
Equini: 15.654
Avicoli: 29.036.967
SITO WEB REGIONE:
http://www.regione.emilia-romagna.it
...un po' di
storia
Bologna è il capoluogo dell'Emilia Romagna
è passaggio
obbligato fra il nord e il sud della penisola. Centro
etrusco, poi gallico, fu colonia e municipio romano.
Durante il Medioevo la città si eresse in libero comune che
raggiunse l'apice della sua potenza nel 1249 con la
vittoriosa battaglia della Fossalta dove cadde prigioniero
Re Enzo, figlio dell'Imperatore Federico II. Fra le sue mura
nel sec. XI sorse la prima Università del mondo. Dopo
l'alternarsi di varie Signorie nel sec. XVI entrò
definitivamente nell'orbita dello Stato pontificio,
mantenendo però le proprie antiche magistrature, prima fra
tutte il senato, e un proprio ambasciatore a Roma.
Nel suggestivo centro storico, uno dei meglio conservati
d'Europa, si elevano antichi palazzi e chiese, ricchi di
opere d'arte che testimoniano la rilevanza culturale che
Bologna ebbe nel corso dei secoli. Uno fra i più moderni
Quartieri Fieristici, un efficiente Palazzo dei Congressi,
strutture ricettive al passo con i tempi fungono da corona
ad una ricca messe di aziende industriali di primaria
importanza nel settore della meccanica e della
trasformazione agro-alimentare, ecc.
Una passeggiata lungo i
quasi 40 Km. di portici che ne decorano le vie permette di
cogliere aspetti di vita ricca di umori, di seguire
itinerari di shopping in prestigiose boutique o presso
piccoli o grandi mercati, anche alimentari, di far
conoscenza con una realtà multiforme, culturalmente ed
economicamente inserita nell'Europa del XXI secolo.
La Torre
degli Asinelli
Ti
sei mai chiesto da dove deriva il curioso nome dato alla più
alta torre di Bologna?
Per la verità sono molte le leggende fiorite intorno ad
essa; ma ce ne una che è . . . più bella delle altre,
secondo me; ed è questa:
Intorno all'anno 1100 un poveruomo, lavorando con certi suoi
asinelli alle fondamenta di una casa, rinvenne un cospicuo
tesoro. La grande gioia, però, non gli tolse il senno; anzi
egli seppe tener ben celato il suo segreto, senza confidarlo
ad alcuno.
Ora avvenne che un figliolo di quest'uomo, cresciuto e
diventato giovinetto, si inna¬morò. E sin qui poco male. Ma
il guaio sta nel fatto che s'innamorò di una fanciulla
appartenente a una delle più aristocratiche famiglie della
città.
Figurati un po' se quei signori eran disposti a dare in
moglie la propria figlia ad un povero diavolo. Neanche a
parlarne! 0 per meglio dire, si poteva parlarne sì (disse il
padre della fanciulla), ma soltanto al patto che il
giovanotto costruisse una torre che superasse in altezza
tutte le altre della città.
Puoi immaginare la disperazione di quel poverino! E come
poteva compiere una prodezza simile, senza un soldo in
tasca?
Corse dal padre e gli raccontò tutto afflitto la cosa. Al
che rispose il genitore:
— Non crucciarti, figlio mio! A tutto si rimedia in questo
mondo.
E, dissotterrato il tesoro tanto gelosamente nascosto lo
spese tutto, fino all' ultimo centesimo, per elevare quella
torre che avrebbe dato la felicità al figlio e che sarebbe
diventata, nientedimeno, il simbolo di Bologna.
Naturalmente, come ti ho detto, questa è una leggenda.
La verità è che la costruzione dell'Asinella fu iniziata nel
1109 e terminata nel 1119 da Gherardo Asinelli, di
nobilissima famiglia di parte ghibellina.
Anche questa torre, che tutte le altre sovrastava in
altezza, aveva scopo offensivo e difensivo nelle lotte tra
partito e partito, tra famiglia e famiglia e rappresentava
appunto la potenza della famiglia cui apparteneva.
Un tempo, all'altezza di ogni finestra, come la consorella
Garisenda, la torre era circondata da ballatoi.
Le scale, con i solai di legno della torre, vennero più
volte distrutte da incendi. Sono da ricordare specialmente
quelli del 1185 e del 1413, dovuti, come al solito, a lotte
cittadine.
L'Asinella ha resistito anche a terremoti di notevole
intensità. E quelli del 1399 e del 1505 procurarono danni
notevoli.
Danni non lievi furono prodotti anche dai fulmini. Uno di
questi, nel 1755, danneggiò un angolo della torre per
un'altezza di ben sessanta metri.
Ed ora vuoi conoscere qualche cifra?
— La Torre degli Asinelli è alta metri 97,20;
— i suoi muri pesano 7.036 tonnellate;
— lo spessore dei muri stessi è di metri 4,10 alla base,
mentre si riduce a metri 0,95 in cima.
E se proprio sei curioso ti dirò anche questa: la torre è
fornita di 9 finestre. Una guarda a levante; due guardano a
mezzogiorno; tre a ponente e tre a settentrione.
Per raggiungere la sommità della Torre degli Asinelli
occorre salire 498 scalini. Giunto lassù, però, sarai
ricompensato della tua fatica, perchè, oltre a trovare un
confortevole bar, potrai ammirare un paesaggio davvero
eccezionale che si estende, nelle giornate limpide, dalle
Alpi sino al mare.
La maschera di
Bologna
La
maschera caratteristica di Bologna Balanzone, meglio
conosciuta come Dottor Balanzone.
E' una maschera della Commedia dell'arte, con la quale i
Bolognesi vollero burlarsi di certi professoroni dello
Studio, vanitosi, superficiali e di poco ingegno.
Essa vuole essere raffinata e, nello stesso tempo, popolana;
risulta, infatti, una bella rappresentazione della cultura e
dello spirito di Bologna, una cittࠤotta e contadina insieme.
Balanzone, portato per la prima volta sulle scene, apparve
come Dottor Graziano, poi con il nome di Dottor Baloardo o
anche di Dottor Lombardi.
I comici lo usano per impersonare la figura del "vecchio
pedante", che si atteggia a ministro della giustizia e non
fa altro che dire frottole. La maschera bolognese
rappresenta un dottore di giurisprudenza, che si veste
d'autorità ed infiora discorsi metà in dialetto bolognese e
metà in lingua italiana, sempre pieni di paroloni in greco e
in latino sgrammaticato, per impressionare il pubblico.
Balanzone ben nutrito, rotondo, pieno di buon umore e sempre
con il viso color rosso vivo.
Veste completamente di nero, con una lunga casacca, il
colletto bianco inamidato, calzoni corti sino al ginocchio,
calze, cappello con i bordi rialzati e una grande quantità i
libroni impolverati sotto il braccio, come simbolo della sua
scienza.
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